Comunicati stampa

Indagati, testimoni o vittime: sotto tutela la privacy dei minori sui mass media.

La deontologia giornalistica e gli Organi territoriali di garanzia sono stati il tema centrale del corso di formazione per giornalisti, organizzato dal Comitato provinciale per le Comunicazioni insieme all’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige e con il sostegno dell’Ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza e della Polizia Postale il 9 settembre a Bolzano.

Da sx, Federici, Gögele, Höller, Partipilo e la presidente dell'Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige Sandra Bortolin. (Foto: Comitato provinciale per le Comunicazioni)

Nel complesso panorama attuale dell’informazione vengono spesso denunciate criticità e violazioni della riservatezza dei dati personali, in particolare dei minorenni protagonisti di fatti mediatici. Alla luce di recenti episodi di cronaca, il corso di formazione organizzato oggi, 9 settembre, dal Comitato provinciale per le comunicazioni  insieme all’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige ha proposto di illustrare i principi deontologici che i giornalisti debbono rispettare nello svolgimento della professione e di approfondire rapporto, ruolo e funzioni di Corecom e Garante per l’infanzia e l’adolescenza, di conoscere le attività messe in atto della Polizia di Stato nella prevenzione e nel contrasto ai reati online a danno dei minori, in particolare l'adescamento e altre forme di violenza digitale.

Durante la mattinata, per trovare un equilibrio tra obbligo alla tutela della privacy dei minori e diritto di cronaca sono state proposte buone pratiche di comunicazione corretta e rispettosa.

Michele Partipilo, giornalista, già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, ha affrontato il tema: “Persone minorenni, diritto di cronaca e diritto alla riservatezza. Le regole del giornalismo”, spiegando come, nel nostro ordinamento i minorenni godano di particolari tutele per non compromettere il loro sviluppo psicofisico. “In molti casi i giornalisti non possono diffondere i loro dati identificativi -ha spiegato Partipilo - neppure se vi è il consenso di chi esercita la patria potestà genitoriale. La prevalenza del diritto all’anonimato non rende tuttavia i minorenni soggetti estranei alla società. Quali le regole da rispettare, dalla Carta di Treviso al Codice deontologico”.

Judith Gögele, Presidente del Comitato provinciale per le Comunicazioni, ha invece illustrato le funzioni e il ruolo del Comitato come presidio di garanzia territoriale per la tutela dei minori nei media. Nel suo intervento ha ricordato come il Co.pro.com della Provincia autonoma di Bolzano svolga - a tutela degli utenti e della cittadinanza, con particolare riguardo ai minori -, svolge un monitoraggio costante delle emittenti televisive. “Inoltre, promuoviamo – così Gögele iniziative di alfabetizzazione mediatica, tra cui il progetto del patentino digitale e le campagne di sensibilizzazione contro l'odio in rete.

Daniela Höller, Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha invece parlato di “buone pratiche per un’informazione rispettosa della privacy”. Höller ha ribadito il proprio ruolo istituzionale di promozione, tutela e protezione dei diritti dei minorenni. Successivamente ha presentato alcuni casi pratici segnalati da cittadine e cittadini in relazione ad articoli e servizi giornalistici, sottolineando: «Tra il diritto di cronaca e la tutela della privacy dei minorenni si apre un delicato campo di tensione. Un’informazione responsabile è pertanto indispensabile: informare sì, ma senza rendere identificabile il minore e senza esporlo ai riflettori mediatici».

La prevenzione e il contrasto dei reati online in danno dei minori” è stato invece il tema affrontato da Raffaele Federici, Vice Questore Aggiunto - Dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per il Trentino-Alto Adige. “L’attività della Polizia per la Sicurezza Cibernetica, oltre al lavoro investigativo, - ha spiegato Federici - si basa sulla prevenzione e il contrasto dei reati online in danno dei minori, con particolare riferimento all'adescamento, al cyberbullismo e alle altre forme di violenza digitale. Per questo sono importanti sia l’educazione digitale, che la promozione di un uso consapevole e sicuro della rete e dei social media, coinvolgendo scuole e famiglie.

In conclusione, partendo dalla narrazione giornalistica di casi concreti che hanno coinvolto minorenni, è stata sottolineata da tutti i relatori l'importanza della collaborazione tra Organi di garanzia, operatori dell’informazione, istituzioni, scuole e altri soggetti del territorio.

L'evento è stato organizzato con il sostegno dell’Ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza e della Polizia Postale.

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